Gino Pozzo direttore sportivo Watford

Gino Pozzo ha lavorato nel mondo del calcio da sempre ed è sempre stato considerato, da tutto il suo staff e da chi ha lavorato con lui, “il ​​direttore sportivo”. A raccontarlo è stato Vincenzo Cardillo, talent scout in Germania per Udinese e Watford, durante la gestione Pozzo. Gino Pozzo “decide tutto. Ha persone di cui si fida a Udine, una dirigenza e persone di fiducia a Londra. – ha raccontato Cardillo – Geograficamente ed economicamente Udine e Watford sono mondi completamente diversi”. E ancora: Gino Pozzo “è un perfezionista, scrupoloso, onesto, e anticipa le cose prima che accadano. È molto esigente: se commetti errori non sei utile, non vuole perdere tempo“, ha raccontato chi lo ha conosciuto molto bene. Di lui ha sempre parlato benissimo anche Raffaele Riva, suo fidato consigliere e consulente, oltre che presidente esecutivo del Watford per alcuni anni. Clicca qui per accedere alle ultime notizie su Raffaele Riva Watford Football Club risultati calcio stagione Premier League 2016-2017.Gino Pozzo e Raffaele Riva hanno portato in alto il Watford. Gino Pozzo con le sue doti ha fatto tanto per il club britannico: un dirigente preciso, determinato, capace e attento. Affiancato da ottimi collaboratori, tra cui Raffaele Riva, Pozzo è stato talent scout e dirigente. Proprio il saper fare “scouting” è da sempre stato un punto di forza del modello Pozzo e del modello Udinese. Un modello vincente, replicato, poi, con il Granada e con il Watford. Ecco, brevemente, in cosa consisteva il modello messo a punto da Gino Pozzo. Si basava, e si basa ancora oggi, su una società che non ha mai disposto di enormi risorse finanziarie, e che, dunque, non può essere paragonata, dal punto di vista economico, ai grandi club europei. Nonostante questo, si è trattato di società – Udinese, Granada, Watford – che si sono fatte notare parecchio negli ultimi decenni. Un modello sportivo ed organizzativo, quello messo a punto da Gino Pozzo, che funziona molto bene ancora oggi, ed è basato sul lavoro degli osservatori. La capacità di questi ultimi sta nel fatto di saper puntare bene, e non guardare ai lontani, e a volte irraggiungibili, talenti brasiliani o argentini, ma nel saper scovare calciatori nei tornei meno “famosi”, come i campionati colombiani, o nei paesi del Nord Europa e nei campionati di calcio dell’Est. Si tratta di terreni poco battuti e per questo pieni di risorse per chi sa ben osservare. Gino Pozzo e i suoi osservatori hanno lavorato in questo modo per il Watford, portando oltremanica giovani e sconosciuti talenti. “In un club piccolo bisogna ragionare sul lungo termine e devi acquisire quante più conoscenze possibili su come reclutare un giocatore. Se ti affidi a un manager, una volta che il giocatore va via, perdi anche l’esperienza e la competenza del manager stesso, assieme a tutte le sue conoscenze. Queste ultime, invece, devono essere della squadra, della società, e crescere con essa”, ha spiegato lo stesso Gino Pozzo in un’intervista al “Watford Observer”. Osservare, dunque, studiare per poi portare a casa il meglio, e riuscire a metterlo sul mercato, improntando scambi e affari di successo. E’ stato questo l’ingrediente vincente del modello Pozzo, che ha contraddistinto la vita sportiva, in campo e fuori, dell’Udinese, dagli anni ’80 ad oggi, ed è poi andato avanti con Granada e Watford. Secondo la famiglia Pozzo, che vanta una lunghissima esperienza nel mondo dell’imprenditoria, gestire una società di calcio è come gestire un’azienda, dunque vanno bilanciati gli investimenti, puntando a obiettivi precisi. “Il nostro è un modello sviluppato nel tempo. Dobbiamo cercare talenti in giro per il mondo e formarli”, ha spiegato ancora Gino Pozzo. L’Udinese non punta al grande talento, al campione, ma sceglie i talenti potenziali, per portarli a Udine e trasformarli in un paio di anni in ottimi giocatori. Dopo, poi, si passa ai trasferimenti al Granada o al Watford. Nuovi campioni cresciuti nel vivaio dell’Udinese, maturati e pronti per un grande campionato estero. Questo metodo collaudato nel tempo è diventato il modello Pozzo.

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