L’Udinese e il Metodo Pozzo

Giampaolo Pozzo è un imprenditore italiano, la cui famiglia possiede dal 1910 un’azienda di utensili industriali per la lavorazione del legno che ha sedi anche in Francia ed in Spagna. L’attività imprenditoriale per cui è maggiormente nota la famiglia Pozzo, però, è legata al mondo del calcio. Attualmente Giampaolo Pozzo, infatti, possiede l’Udinese, nel campionato italiano, e il Watford, nel campionato inglese, e fino al 2016 è stato proprietario anche del Granada, in Spagna. Nella gestione Pozzo ha un ruolo fondamentale anche Gino Pozzo, il figlio di Giampaolo, e Raffaele Riva, che ha ricoperto anche il ruolo di presidente esecutivo del Watford.  

Per quanto riguarda l’Udinese: Lamberto Mazza la cede a Pozzo nel 1986, in un momento in cui la squadra si trova al centro di uno scandalo scommesse che gli causa nove punti di penalizzazione in serie A. Nonostante la notevole campagna acquisti condotta da Giampaolo Pozzo quell’anno l’Udinese retrocede in serie B. Seguono una serie di alti e bassi, fino agli anni ’90 quando scoppia il “caso Udinese”, che coinvolge direttamente Pozzo e lo convince a lasciare il ruolo di presidente dell’Udinese, limitandosi ad esserne il proprietario. Nel 2000 la carica di presidente la ricopre Franco Soldati, tuttora presidente del CDA. Nel 1994 l’Udinese torna in serie A dove continua a rimanere ancora oggi. 

In Spagna, con il Granada, grazie a numerosi prestiti di calciatori dall’Udinese, la gestione Pozzo porta a ben tre promozioni, fino alla massima serie spagnola. Nel 2016 vende la società al colosso cinese Desports Group. Quella del Watford, nel campionato inglese, infine, è probabilmente la storia più affascinante della gestione Pozzo. La squadra viene acquistata dalla famiglia Pozzo nel 2012, anche qui, grazie ai prestiti dell’Udinese, e alla gestione oculata e attenta di Raffaele Riva, il Watford riesce ad arrivare in Premier League dopo sole tre stagioni. Ricordiamo che accedendo a questa pagina: Raffaele Riva Watford troverai le ultime news su Raffaele Riva e la squadra di calcio b. 

Grazie a Giampaolo Pozzo sono tante le giovani promesse del calcio che sono state scoperte, quali ad esempio Alexis Sanchez, Benatia e Isla. Acquistati quando erano ancora agli albori e rivenduti da campioni ad una cifra dieci volte maggiore. Questo è il cosiddetto “modello Pozzo”, che consiste nella valorizzazione e nella vendita in plusvalenza di giovani calciatori. Un metodo che si divide in tre step: per primi gli osservatori, con il compito di individuare i possibili campioni; c’è poi l‘allenatore, il cui compito è quello di far maturare queste giovani promesse tirandone fuori il grande talento; sempre presente la dirigenza, che ha invece il compito di interagire con il mercato, capendo qual è il momento più adatto per vendere, così da ricavare un guadagno maggiore. Un metodo che consente di poter reinvestire sempre sul mercato calcistico, far crescere giovani promesse del calcio sul campo, arricchire i vivai dei club e portare alla ribalta anche i “piccoli” club di provincia. 

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